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Guida ai VIRUS informatici

.....classificazione, come agiscono e come difendersi

Parte 1

Introduzione ai virus - classificazione...

 

Introduzione 

Cos'è un Virus? 

Classificazione (worm - trojan - backdoor)

Quanti sono i Virus oggi?

Note e Raccomandazioni

Come prevenire i virus "letali"

 

 

 

 

 

Introduzione

 

Un computer sicuro e' un computer spento.  

(F.G.)

 

  Il virus informatico, provoca nell'uomo i seguenti sintomi: paura, terrore ansia rabbia. Questi sono i sintomi rilevati in ordine di apparizione in quegli operatori che malauguratamente hanno avuto un'incontro del terzo tipo con un virus informatico e non si erano adeguatamente vaccinati.

  Il nome ci ricorda pericolose malattie e agli inizi del fenomeno molti utenti inesperti hanno persino temuto di essere contagiati e contrarre qualche malanno nel caso in cui il loro computer si fosse infettato. 

  Un virus non è altro che una sequenza di istruzioni che il sistema è in grado di interpretare ed eseguire. 

  A differenza dei programmi tradizionali, fa di tutto per non rendere visibile la sua presenza, almeno fino a quando non decide di scatenare la sua potenza provocando danni al computer che ha infettato. Un virus informatico può replicarsi, così come i virus biologici, e per farlo deve infettare un organismo ospite che può essere un programma, una zona particolare dei floppy disk (il settore di boot) o dei dischi rigidi (l’Mbr, Master Boot Record) o come nei casi più recenti, un documento generato da applicazioni che permettono di utilizzare macro (Word, Excel). I virus vengono sempre creati volontariamente, da programmatori di solito molto esperti.

  La prima persona che parlò di virus  informatico pubblicamente, fu il Dr. F. Cohen nel 1983.

  Cohen svolse approfonditi studi teorici sui virus infor­matici e la sua tesi di laurea trattò di sicurezza informatica e di virus, e venne data la prima definizione formale di virus, total­mente illeggibile per chi non avvia conoscenze avan­zate di matematica!

 


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Cos'è un Virus?

Un virus è un programma che può “infettare” altri programmi, trasformandoli in modo da aggiungervi una copia (in alcuni casi evoluta) di se stesso (F. Cohen).

  La caratteristica fondamentale di un virus, è la già citata capacità di re­plicarsi infettando un altro oggetto. Molti delle mi­gliaia e migliaia di virus noti peraltro si limitano pro­prio a replicarsi e diffondersi,.causa­ndo danni all’utente. Queste istruzioni di solito vengono eseguite, in base a quanto previsto dall’autore del virus, casualmente oppure al verificarsi di qualche condizione particolare, ad esem­pio una ricorrenza (venerdì 13 o il 26 giugno, come nel caso di due virus famosi). Anche in questo caso siamo in presenza di una caratteristica che ricorda i virus biologici, ovvero il periodo di incubazione. Parlando di virus, dobbiamo distinguere due cose:

·        Trigger, cioè la causa che da il via alle operazioni

·        Payload, l’azione vera e propria del virus.

  Alcuni payload sono distruttivi, e possono provocare il fermo totale della macchina, giungendo alla formattazione delle unità disco, alla cancellazione di file, altri invece sono semplicemente fastidiosi e si limitano a visualizzare messaggi o particolari effetti video.

  Cohen riuscì a dimostrare che nel mondo reale non esiste sistema operativo inattaccabile dai virus. Ma dato che una l’autore del virus vuole ottenere la massima visibilità del suo prodotto, gli ambienti maggior­mente colpiti sono quei sistemi più diffusi, in cui è possibile avere il numero più elevato di potenziali vittime. Il bersaglio preferito è stato per molti anni l’MS-DOS che ha ceduto il posto a Microsoft Windows.   Come sgradito effetto collaterale, il succes­so di Linux ha portato con sé l’apparizione dei primi virus per questo ambiente (anche se non è del tutto corretto definirli virus). Non si ha invece notizia di virus in libera circolazione per sistemi operativi di mini-computer o mainframe.

 


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Classificazione dei Virus

In base alla definizione di Cohen, solo i programmi in grado di replicarsi sono virus. Esistono molti altri tipi di programmi dannosi, che assieme ai virus costituiscono il cosiddetto malware - neologismo dato dalla fusione dei termini MALicious e softWARE (software dannoso). Di seguito esamineremo le caratteristiche che contrad­distinguono le varie forme di malware.

 

- Virus in senso stretto

Uno dei punti deboli di ogni computer è l’avvio, e  con esso tutte le operazioni di partenza.

Prima che Internet diventasse un fenome­no di massa, il tentativo di avviare il computer da un floppy infetto era il modo più comune di introdurre un virus sul proprio sistema. L’azione provocava infat­ti l’esecuzione di un virus del settore di boot: codice dannoso contenuto nel settore del floppy disk su cui si trovano le istruzioni che indicano al computer come caricare il sistema operativo vero e proprio. I virus d questo tipo successivamente si trasferiscono sul set­tore di boot del disco rigido e successivamente infet­tano tutti i dischetti non protetti dalla scrittura inseriti da quel momento in avanti nel lettore di floppy. Il payload di alcuni virus di boot è di tipo coreografico, come Cascade per Ms-Dos, che fa “cade­re al fondo della schermata i caratteri presenti sul video. Altri tipi di virus invece infettano i file, inse­rendovi il proprio codice in modo che venga eseguito non appena viene lanciato il programma modificato. (Esistono virus, detti multipartito, che sono in grado di infetta­re sia i file sia i settori di boot). I virus di macro sono un caso speciale dei virus di file: aggrediscono i file creati dagli applicativi che prevedono l’uso di macro primi tra tutti quelli di Microsoft Office a causa della grande diffusione di questa suite.

 

- Worm Virus

Sono programmi che creano copie di se stessi su altri sistemi ai quali sono connessi in rete. Fino a poco tempo fa non venivano, non vengono ritenuti virus perché, a differenza di questi ultimi, non hanno bisogno di un “portatore” anche se si replicano. Nell’ultimo periodo i worm sono diventati il flagello di Internet, perché la loro propagazione diventa sempre più rapida e incontrollata. Molti utenti non sanno neanche di essere i portatori del virus tramite i messaggi di posta elettronica, e molti di noi hanno avuto la possibilità di essere acontotto con worm come Sircam o HTX.

 

- Cavalli di troia (Trojan Virus)

Diversamente dai virus veri e propri non si replicano e devono il loro nome al famoso espediente escogitato da Ulisse per conquistare la città greca. Il cavallo di legno offerto in dono agli abi­tanti di Troia nascondeva al suo interno soldati armati, i programmi di questa categoria che all’apparen­za sembrano software normali, invece svolgono funzioni tutt’altro che utili. Parecchi cavalli di Troia installano poi silenziosamente un virus vero e proprio. Un esempio di cavallo di Troia per una piattaforma diversa da Windows (una volta tanto!) è Liberty, il primo software dannoso per il Palm Pilot. Entrato in circolazione nel corso del 2000, Liberty si maschera da “crack” per un emulatore di Nintendo Gameboy. Esempio per Windows è una versione di PKZip per MS-DOS.

 

- Backdoor

Le backdoor e’ l’ultimo esempio di virus. Una backdoor, permette al nostro computer di diventare un server della rete quindi di far prendere possesso della nostra macchina chiunque.

Le backdoor più diffuse sono BO (Back Orifice, Il nome è tutto un programma) e NetBus. Esse sfruttano i malfunzionamenti costruttivi di Windows, permettendo l’accesso al pc tramite le ormai famose porte UDP che questo sistema operativo lascia aperto.

 

- Virus...Worm o Cavallo di troia?

Ultimamente la divisione tra i vari tipi di malware si è fatta molto sfumata. Ad esempio Happy 99 (noto anche co­me Win32/Ska), un diffuso program­mino che arriva come allegato di posta elettronica e simula a video uno spettacolo di fuochi d’artificio, è difficilmente classificabile; il suo stesso autore ha in­serito all’interno del programma il commento: “è un virus, un worm o un cavallo di Troia”? Anche i noti Melissa e Explore.Zip, comparsi nel 1999, Loveletter (noto anche come I Love You), che ha provocato vasti danni nel 2000, e i recente Anna Kournikova possono essere considerati, a seconda del punto di vista, come appartenenti a una qualsiasi o a tutte e tre le catego­rie sopra descritte.

 


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Quanti sono i Virus?

Quelli conosciuti sono molte decine di migliaia, pur­troppo, e crescono ogni giorno (al momento di scrivere, Norton Antivirus e AVP incorporano circa 49.000 “firme” di virus noti). E pensare che nemmeno troppi anni ad­dietro alcuni noti esperti di informatica negavano addirittura l’esistenza dei virus, ritenendo che si trattasse di una leggenda urbana.

La buona notizia è che molti di questi virus non sono davvero in circolazione: la stragrande maggioranza delle infezioni note sono presenti solo sui computer dei loro creatori e nei laboratori di ricerca dei produt­tori di antivirus.

Proprio per tentare di capire quanti e quali fossero i vi­rus effettivamente in circolazione, nel 1993 un ricercatore statunitense, che da molto tempo studiava le infezioni informatiche, con la collaborazione di altri colleghi sparsi in tutto il mondo iniziò a compilare un elenco di virus rilevati sul campo.

Questo elenco, denominato Wild List, è diventato rapidamente un importante punto di riferimento.

Per essere inserito nella Wild List un virus deve essere segnalato da almeno due dei collaboratori, e ne viene rimosso solo nel caso non venga rilevato per più di un anno e mezzo. La Wild Li­st viene aggiornata ogni mese ed è accessibile gratui­tamente sul Web all’indirizzo www.wildlist.org. La Wild List riporta anche, in un elenco separato, i vi­rus rilevati da uno solo dei compilatori, che possono avere diffu­sione locale. Natu­ralmente nessuno può assicurare che i vi­rus in circolazione siano solo quelli riportati nella Wild Li­st, anzi è sicuramente vero il contrario. Molti virus in­fatti hanno una diffusione limitatissima; e poi bisogna considerare che tra l’inizio della propagazione di un virus e il suo inserimento nella Wild List può passare anche molto tempo, dato che è ne­cessario che almeno due dei compilatori della lista ne ricevano un campione e lo segnalino. Tramite Inter­net, poi, un virus può diffondersi in tutto il mon­do nel giro di poche ore, mentre la Wild List viene pubblicata su base mensile.

 

 


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NOTE e Raccomandazioni

Tutti i dati e le informazioni riportate sono derivanti da esperienze pratiche, pertanto, data la vastità di componenti hardware oggi in commercio, le modifiche e i settaggi applicati possono avere esiti diversi ed imprevedibili. Si consiglia pertanto di procedere con cautela. In ogni caso decliniamo ogni responsabilità per eventuali danni e/o malfunzionamenti, su hardware e software.


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