Lo
standard DMA (Direct Memory Access)
fa si che i
dati provenienti dalle nostre periferiche (hd, cd-rom...) vadano direttamente
alla RAM senza il passaggio
obbligato dalla CPU, limitando così il carico elaborativo della
stessa. Tutto questo grazie ai controller IDE delle più recenti
Main-board, per intenderci, l'interfaccia che permette alle nostre periferiche (IDE, cd-rom,
hd, etc) di colloquiare e scambiare dati ed informazioni con l'unita centrale.
Oggi
siamo a 100. Si, siamo arrivati a 100, dall'arcaico PIO Mode1, l'evoluzione di questi protocolli ha dunque portato alla nascita dell'UDMA100, e delle periferiche compatibili con
questo standard.
Dato che ormai il costo della tecnologia si è ridotto all'osso, se pensiamo di upgradare il nostro sistema, possiamo prendere in considerazione l'idea di sfruttare il neonato controller senza spendere un occhio della testa.
Cosa ci occorre?
Sostanzialmente
ci servono due cose: il controller e l'hard disk di ultima generazione che supporti l'udma100,
in ogni caso il controller udma100 è compatibile verso il basso, cioè riesce a pilotare periferiche di standard
precedenti (UDMA66-33, PIO MODE4, etc.),
in tal caso potremo sfruttare anche il nostro vecchio hard disk.
E' possibile acquistare separatamente il controller , ma non la ritengo una soluzione ideale dato che, sebbene sgraviamo la cpu dal carico di lavoro di quest'ultimo, avremo sicuramente altri
"colli di bottiglia", ovvero rallentamenti dovuti a chipset di
vecchia generazione. Sarebbe più logico comprare una scheda madre di ultima generazione, che abbia detto controller integrato.
Un ottimo esempio sono le motherboard ASUS serie A7 caratterizzate dal controller Promise Udma100 incorporato, oltre all'udma66 Via già presente, arrivando a gestire così
fino ad 8 dischi rigidi (4+4).
Passiamo alla pratica, usando come riferimento una Mobo ASUS A7V. Sostanzialmente le procedure sono analoghe per le altre mobo.
Visivamente possiamo notare i 4 connettori IDE, 2 sono primary e secondary UDMA66 e 2 sono i primary e secondary UDMA100. Sono possibili molteplici configurazioni ma a mio avviso la più stabile ed efficiente è la seguente: Hard disk UDMA100 (buon esempio è il Western Digital serie BB) sul connettore primario Promise, cd-rom ed eventuale masterizzatore sul primario e secondario dell'UDMA66.
Ricordiamoci inoltre che per sfruttare l'ATA100 bisogna usare una bandella con connettore a 40 contatti e 80 cavi. Assemblato il tutto possiamo riavviare, sicuramente avremo un messaggio del tipo:
sistema operativo mancante o disco non di sistema o similari, ciò è dovuto al fatto che il bios non è impostato
correttamente. Dobbiamo quindi procedere alla sua
configurazione
(come settare
il Bios): accediamo al bios e selezioniamo il menù relativo al
boot attiviamo il controller e impostiamo la
sequenza di boot.
Fatto questo dovrebbe essere tutto a posto, se tuttavia notiamo dei rallentamenti in fase di avvio sicuramente dovremo aggiornare i driver del controller
stesso
(Area
download Aggiornamenti
& driver).
ATTENTI
ALL' IRQ.
Possono peraltro presentarsi altri problemi dato che l’IRQ del controller è condiviso con lo slot PCI 2, ma viene condiviso senza problemi da molte schede come quelle di rete o alcuni modem, non facendoci perdere, come in passato, un intero slot per una scheda incorporata.
IL PCI 2 come ho già detto condivide l’IRQ con il controller Promise è quindi opportuno, se possibile, non installare niente su questo slot, in caso sia proprio necessario una scheda di rete o qualche modem non dovrebbero dare problemi.
Tutti i dati e le informazioni
riportate sono derivanti da esperienze pratiche, pertanto, data la vastità di componenti hardware oggi in commercio, possono avere esiti diversi ed imprevedibili. Si consiglia pertanto di procedere con cautela. In ogni caso decliniamo ogni responsabilità per eventuali danni e/o malfunzionamenti, su hardware e software, derivanti dall'applicazione
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